FAQ Domande frequenti

Lo Sportello di Ascolto sulla Dislessia, i DSA e gli altri BES  ha raccolto un elenco delle domande più frequenti.

Cosa fare se ho il sospetto che mio figlio sia dislessico? A chi rivolgersi per avere una diagnosi?

Se si hanno dubbi che un bambino abbia difficoltà di apprendimento è necessario richiedere una valutazione specialistica (a un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo). Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.
E’ molto importante informarsi sui tempi necessari, non solo per avere una prima visita, ma soprattutto su quelli necessari ad avere una valutazione conclusiva da presentare a scuola in tempo utile in modo che possano essere presi i provvedimenti del caso.
Prima di intraprendere quest’iter, può essere opportuno rivolgersi ad uno Sportello di Ascolto per richiedere un parere, ottenere consigli e su richiesta svolgere uno screening che fornisca un’indicazione iniziale di possibili fattori di rischio DSA.

In cosa consiste la valutazione? Quali sono i test da fare?

 

Quando c’è un sospetto di DSA, al bambino vengono somministrati test per valutare:

  • intelligenza,
  • capacità di scrittura,
  • capacità di lettura,
  • comprensione del testo,
  • capacità di calcolo.

Dopo questi test lo specialista redige una relazione che contiene i risultati, la diagnosi del disturbo specifico dell’apprendimento individuato e le strategie da adottare per migliorare l’approccio a beneficio del bambino

Qual è la normativa vigente in merito ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

ultimo aggiornamento : Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nr. 244 del 18 Ottobre 2010 è finalmente una legge dello Stato l’atto approvato in via definitiva dal Senato qualche giorno fa.

 Testo integrale della legge. (pdf)

Normativa scolastica vigente
Legge 517/77 art. 2 e 7
Legge 59/97
DPR 275/99
Legge 53/03

Note ministeriali:
prot. n. 4099/A/4 del 5/10/2004
prot n. 26/A 4 del 5/1/2005
prot.  n° 4798/ A4a del 27/7/2005
prot.n 4674 del 10/5/2007

della C.M. n 51 del 20-5- 2009
dellaC.M. n. 50 del 20-5-2009
– della C.M. prot n° 5744 del 28-5-2009
– del D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009

– Circolari USR Emilia Romagna
Prot 13925 del 4/9/2007
Prot. 1425 del 3/2/2009
– O.M. n 40 prot 3744 dell’ 8-4-2009
La normativa sui DSA consiste in una serie di note ministeriali emanate, nel corso degli ultimi anni, dal Ministero dell’Istruzione e da alcuni Uffici Scolastici Regionali. Note e circolari fanno riferimento alla normativa scolastica vigente che prevede la personalizzazione del percorso didattico. Tali circolari indicano il dovere da parte delle istituzioni scolastiche di predisporre un Percorso Didattico Personalizzato ( PDP), talora indicato anche come PEP-Percorso Educativo Personalizzato) nei confronti di tutti gli alunni con diagnosi specialistica di DSA.

La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative (vedi oltre), appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà, in ogni singolo caso, coerentemente con quanto indicato dalle note ministeriali. La valutazione delle prove dovrà essere fatta, in coerenza con i provvedimenti dispensativi e compensativi adottati, in tutte le fasi del percorso scolastico sulla base del percorso personalizzato predisposto per il ragazzo. (Ufficio Scolastico Provinciale di Modena)

La richiesta di Percorso Didattico Personalizzato responsabilizza la famiglia riguardo alla conoscenza della normativa citata.
E’ opportuno che il percorso personalizzato sia adottato dall’intero Consiglio di classe e adeguato per ogni materia.
E’ necessario che nella scelta delle misure compensative e dispensative vengano sentiti lo specialista, quando possibile, la famiglia e lo studente stesso, che più di ogni altro può esprimere esigenze relative alla “personalizzazione” del percorso che lo riguarda direttamente e di cui si auspica sia progressivamente sempre più consapevole.
E’ DOVERE del Consiglio di classe consegnare il PDP alla famiglia fin dall’inizio dell’anno onde consentire una collaborazione costruttiva (vedi nota dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna 3/2/2009).

 I dislessici hanno diritto all’insegnante di sostegno? I dislessici sono certificati con la legge 104/92?

La legge 104/92 regolamenta e tutela le situazioni di minorazione fisica e/o sensoriale e/o psichica tali da costituire un handicap.
Il sostegno scolastico è previsto per gli allievi certificati ai sensi della legge 104/92.
La normativa è applicata in modo diverso nelle diverse Regioni e Province in base agli Accordi di Programma locali ed attualmente tende ad essere sempre più restrittiva. In genere si certificano con la 104 solo i casi in cui il disturbo è molto severo.

Cosa sono gli strumenti compensativi e dispensativi?

Le misure compensative sono strategie o strumenti, informatici e non, che hanno lo scopo di compensare il disturbo supportando i ragazzi in quelli che sono i loro punti di debolezza dovuti ai DSA. Sono strumenti compensativi ad esempio il pc, la sintesi vocale, la calcolatrice, la tabella delle formule, la tavola pitagorica, l’utilizzo di mappe concettuali o mentali e cartine durante le interrogazioni, il dizionario digitale, una diversa presentazione delle modalità di verifica, ecc. Sono invece misure dispensative: gli esercizi più corti, evitare la lettura a voce alta, ridurre i compiti a casa, evitare l’apprendimento mnemonico, ecc. La loro applicazione è prevista dalle note ministeriali in tema di DSA. L’utilizzo di tali strumenti in classe e a casa non elimina il disturbo, ma agevola l’apprendimento e richiede da parte degli insegnanti la conoscenza del disturbo e delle sue manifestazioni.
Un modello ragionato di possibili strumenti compensativi e dispensativi è pubblicato nelle ultime due pagine della circolare 13925 del 4-9-2007 dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna ( vedi sito www.dislessia.it sezione NORMATIVA)
Gli ausili utilizzati a scuola e casa devono essere il più possibile adattati alle caratteristiche specifiche di ciascun bambino.
Gli interventi migliori sono quelli altamente personalizzati.

Quali interventi riabilitativi o trattamenti sono indicati?

Sarà lo specialista a valutare se un trattamento è indicato e quale. Non è possibile individuare un trattamento efficace per tutti i bambini. Questo deve essere individualizzato e basato non solo sulle caratteristiche e manifestazioni del disturbo, ma dovrà tenere conto delle abilità integre, i cosiddetti punti di forza. I trattamenti riabilitativi non sono comunque indicati nel bambino più grande, per il quale è consigliato un eventuale supporto didattico specializzato.

Si può fare una valutazione/diagnosi negli adulti?

Gli adulti possono essere sottoposti a valutazione clinico-diagnostica con test specifici diversi da quelli utilizzati per i bambini. Le sedi in cui è possibile fare valutazioni agli adulti sono ancora poco numerose.

Esistono trattamenti per i dislessici adulti?

Per gli adulti non è indicato un trattamento riabilitativo. Essi possono utilizzare strategie e strumenti abilitativi (soprattutto informatici) in grado di agevolare le attività di studio e lavoro.

Gli studenti universitari con DSA hanno qualche agevolazione?

Diversi atenei italiani, non tutti, mettono in atto misure per agevolare lo studio dei giovani dislessici. Tutte le informazioni si trovano sul sito delle singole università alla voce Ufficio Accoglienza Studenti Disabili/Dislessici

Qual è la differenza tra “diagnosi” e “certificazione”?

Nell’uso scolastico, soprattutto in alcune regioni, il termine certificazione rimanda alla certificazione per handicap ai sensi della legge 104/92. Per diagnosi si intende la relazione diagnostica fatta dallo specialista. In alcune regioni, principalmente in Emilia, la relazione diagnostica specialistica, anche fatta da un privato, una volta portata a scuola viene definita “segnalazione scolastica”, nonostante inizialmente questo termine riguardasse solo le diagnosi redatte presso l’ASL su apposito modulo.
Mentre per i DSA la “certificazione” (oggi molto poco praticata) dà diritto all’insegnante di sostegno e ad altri provvedimenti, la “segnalazione” dà diritto alla attuazione di un percorso personalizzato comprensivo di tutte le misure compensative e dispensative necessarie e di valutazione personalizzata sia durante l’anno che in sede d’esame.

Qual è il ruolo degli insegnanti? 

Gli insegnanti hanno il compito, stabilito dalla normativa, di mettere in atto ciò che serve a ogni studente per favorire il profitto in base alle sue caratteristiche. Nel caso dello studente con DSA, i docenti devono attivare un Percorso didattico personalizzato comprensivo delle misure compensative e dispensative e dei criteri di valutazione personalizzati. Si consiglia di instaurare un dialogo costruttivo con il Dirigente scolastico e i docenti. E’ opportuno presentare al Dirigente scolastico una richiesta scritta di Percorso personalizzato e farla protocollare in segreteria o inviarla con raccomandata con ricevuta di ritorno che va conservata accuratamente. A seconda dei casi può essere utile contattare il Referente per la dislessia della scuola.

 Dislessia e lingue straniere: perché è così difficile?

L’italiano è una lingua a ortografia trasparente, in cui vi è, se non in rare eccezioni, una corrispondenza diretta tra grafema e fonema (ovvero a ogni suono corrisponde un unico segno grafico e viceversa). Nelle lingue straniere ad ortografia opaca come l’inglese e in parte il francese, la regola e non l’eccezione è che a una stessa lettera (o combinazione di lettere) corrispondono suoni diversi, oppure lo stesso suono può essere scritto utilizzando lettere diverse. Tale situazione complica molto lo studio delle lingue straniere, soprattutto nella forma scritta, da parte dei dislessici. L’indicazione più generale è quella di favorire l’apprendimento orale della lingua straniera. La lingua straniera scritta, pur essendo prevista durante il percorso scolastico e gli esami, richiede una valutazione non formale e, in ogni caso, un “compenso dovuto” ( nota 4674 del 10-5-2007) dell’orale con lo scritto. “Compenso dovuto” non significa media matematica. La prova scritta prodotta da quasi tutti i dislessici difficilmente può essere corretta da un punto di vista grammaticale e sintattico. Questo avviene anche per le lingue antiche, come latino e greco, che, pur avendo ortografia trasparente, comportano notevoli difficoltà. Dati i problemi in ambito linguistico, il MIUR ha predisposto la nota citata che riguarda appunto le lingue straniere, il latino e il greco antico, e i criteri della loro valutazione.

Esistono agevolazioni economiche/fiscali per i ragazzi con DSA?

A livello nazionale non sono previste agevolazioni fiscali per i soggetti con sola diagnosi di DSA. Agevolazioni e contributi economici sono, viceversa, previsti da alcune amministrazioni locali (Provincia e Regione). I Centri Territoriali di Supporto, recentemente istituiti nei vari Provveditorati, in alcune sedi forniscono pc e programmi in comodato d’uso.

Mio figlio ha meno di 7 anni, può essere dislessico?

La dislessia può essere diagnosticata a partire dalla fine della seconda elementare (a causa della grande variabilità osservabile nell’apprendimento della letto-scrittura), mentre la diagnosi certa di discalculia può essere fatta solo alla fine della terza. Ciò non toglie, in caso di dubbio, che ci sia la possibilità di effettuare una valutazione specialistica e, soprattutto se in presenza di altri specifici indicatori diagnostici come un pregresso ritardo e/o disturbo del linguaggio e familiarità accertata per il disturbo di lettura, anticipare un’ ipotesi diagnostica, prevedendo necessari momenti di verifica successivi ed eventuali esercizi di rinforzo negli ambiti in cui si rilevano errori.

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