Mappe concettuali: uno strumento efficace e inclusivo

L’efficacia delle mappe concettuali fu dimostrata scientificamente per la prima volta dallo psicologo Endel Tulving. Infatti, nel corso di alcuni dei suoi studi, Tulving diede a due gruppi di studenti 100 schede con delle parole stampate su una facciata, chiedendo ad un gruppo di memorizzare le parole e all’altro di organizzarle secondo criteri logici

Alla fine della prova, il gruppo che si era limitato ad organizzare logicamente le schede ottenne gli stessi risultati del gruppo che si era sforzato di memorizzare le 100 parole. Quindi, questo ci fa capire che quando siamo coinvolti attivamente nell’organizzare il materiale di studio in una mappa concettuale, stiamo creando delle associazioni nel nostro cervello, che poi ci permetteranno di imprimere gli argomenti nella memoria, senza sforzarci per ricordarli.

Le mappe concettuali sono uno strumento effficace e fortemente inclusivo che può aiutare anche gli studenti con DSA nella comprensione e memorizzazione del testo.

Realizzare una mappa concettuale in pochi semplici passi

  1. Scrivete l’oggetto principale dell’argomento di studio (es. le derivate, la guerra di secessione ecc.) al centro di una pagina e inseritelo all’interno di un cerchio.
  2. Intorno all’oggetto principale, scrivete tutte le idee associate o le sotto idee che vi verranno in mente e “chiudetele” all’interno di un altro cerchio.
  3. Disegnate delle linee che collegano queste idee a quella centrale (del punto 1).
  4. Ora scrivete degli esempi, dei riferimenti o tutti i ragionamenti che vi verranno in mente, legati alle sotto idee e collegateli fra loro.
  5. Vi consiglio di non badare troppo alle forme o al raggiungimento della perfezione! Lasciate che la parte intuitiva del vostro cervello decida per voi: dovete solo scrivere tutto quello che vi viene in mente e collegarlo al resto.
  6. Fate uso della mappa concettuale per ripetere gli argomenti. 

Per costruire delle mappe concettuali, oltre al classico ed immediato “carta e penna”, esistono anche delle applicazioni/software dedicati all’argomento.

Un software molto intuitivo e gratuito è MindMaple, 

Nella sezione risorse utili è reperibile una guida all’uso del software e il link per scaricarlo sul proprio pc.

A Pellezzano lo Sportello di Ascolto per i ragazzi con dislessia

Sarà attivo a Pellezzano dal 22 maggio 2017 lo Sportello gratuito di Ascolto e Osservatorio Permanente sulla Dislessia, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri Bisogni Educativi Speciali

Il Comune di Pellezzano, in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale A Modo Mio, rende nota l’apertura dello Sportello gratuito di Ascolto e Osservatorio Permanente sulla Dislessia, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri Bisogni Educativi Speciali.

Lo sportello sarà attivo a partire da lunedì  22 maggio 2017 presso gli uffici distaccati del Comune di Pellezzano siti in Coperchia.

Il progetto mira a istituire sul territorio un punto di informazione e consulenza per rispondere alle esigenze delle famiglie, degli insegnanti e degli alunni in materia di Didattica Inclusiva, Bisogni Educativi Speciali e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia).

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Come “legge” il nostro cervello?

Secnodo un pfrosseore dlel’Unviesrita’ di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l’uinca csoa imnorptate e’ che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si puo’ legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?

Tutti avrete sicuramente capito quanto è scritto, pur avendo notato, ma solo a fine lettura, che qualcosa non andava; le lettere della parole, infatti, sono state posizionate in modo diverso rispetto al loro ordine regolare.

Si tratta di un esperimento molto conosciuto che ricercatori dell’Università di Cambridge hanno compiuto diversi anni fa per studiare in che modo la mente elabora il linguaggio scritto.

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Giardinaggio: felicità e salute per i nostri piccoli!

Il giardinaggio è un gioco perfetto per i bambini. Piantare fiori o creare un orto di frutta e verdura è un gioco educativo e ideale per trascorrere il tempo insieme. Insegnate ai vostri bambini come sviluppare l’amore per il verde e l’ambiente.

Il giardinaggio può essere uno strumento ideale per i bambini grandi e piccini.

I benefici del giardinaggio sui bambini

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#Ringraziaundocente: una settimana per dire grazie ai prof di ieri e di oggi

Dire grazie a chi ha ispirato le scelte di vita è l’obiettivo che si pone  la Settimana Italiana dell’Insegnante”.

Dall’1 al 7 maggio è possibile partecipare al concorso con l’hashtag #RingraziaUnDocente, postando sui social network un proprio “ringraziamento” ad una o ad un insegnante che ha rappresentato qualcosa di importante nella propria vita e crescita.

A promuovere la Settimana sono i ragazzi dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce che curano il progetto “MasterProf”, in stretta collaborazione con il sito dedicato all’istruzione Your Edu Action.

Saper ringraziare significa aver sviluppato l’arte della gratitudine anche grazie alla presenza nella nostra vita di buoni insegnanti, veri e propri maestri di vita.

C’è un paese in Europa dove a scuola si impara l’empatia

L’empatia è la straordinaria capacità di “mettersi nei panni dell’altro” tanto da riuscire a comprenderne il suo stato d’animo, sia esso di gioia che di dolore, senza alcun bisogno di parlare. Soprattutto nei rapporti quotidiani, siano essi di lavoro, coppia, amicizia, famiglia, è un’abilità cruciale tra le persone.

Ma come si fa a diventare persone empatiche?

I cittadini danesi ritengono che l’empatia non sia una “dote” naturale, per tale ragione, deve essere insegnata, così che i bambini, una volta acquisita, possano esercitarsi proprio come fanno nelle altre discipline.

Per questo motivo, nelle scuole danesi è stata introdotta l’ora di empatia.

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Il segreto dell’apprendimento? Einstein lo svela in una lettera a suo figlio

Quest’anno si festeggia il centesimo anniversario della teoria della relatività proposta da Albert Einstein nel 1917. 

Soltanto due anni prima, nel 1915, ecco cosa scriveva in una lettera indirizzata a suo figlio Hans di 11 anni che viveva lontano da lui.

Si tratta di un documento preziosissimo poiché contiene i consigli che  una delle più grandi menti della storia umana dà a suo figlio sullo studio e l’apprendimento.

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Amici di penna: la corrispondenza scolastica ai tempi dei social

Sarà capitato a tutti noi di ricevere dalla maestra di italiano un compito a casa un po’ particolare: la corrispondenza epistolare con altri bambini.

All’inizio, saremmo rimasti sicuramente stupiti, avremmo iniziato a domandarci che cosa avremmo mai potuto scrivere ad uno sconosciuto.

Ma poi, mano a mano che l’estate andava avanti, la penna scivolava veloce..scrivevamo pagine e pagine, raccontavamo al nostro amico a distanza praticamente tutto: i nostri pensieri, le giornate trascorse al mare, i litigi con i nostri fratelli, la bambina dagli occhi verdi che ci aveva rapito il cuore…

E oggi, che la carta si usa sempre meno e nessuno scrive più lettere, ma al massimo manda un messaggio di Whatsapp o una email, esiste ancora l’amico di penna a scuola?  

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Tuo figlio non è il voto che prende a scuola

La nostra generazione è sempre più competitiva. Sogniamo che i nostri figli siano “perfetti”, i più bravi a scuola, i titolari fissi nella squadra di calcio in cui si allenano, che sappiano l’inglese come parlanti madrelingua, ecc.

Siamo convinti che il successo scolastico sia la condizione necessaria per assicurarci che nostro figlio da grande faccia le scelte giuste, vada nell’università più prestigiosa, frequenti la facoltà che gli apra più sbocchi, faccia una carriera da manager.

Non c’è nulla di male nel desiderare il meglio per i nostri figli e nel prodigarci per far sì che lo ottenga. Ma siamo proprio sicuri che così facendo non rischiamo di perdere di vista la felicità dei nostri figli e quelle abilità che contano veramente nella vita?

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Doposcuola specialistico per studenti con DSA: che cos’è e a cosa serve?

Uno strumento utile per gli studenti con dislessia e Disturbi Specifici dell’apprendimento – e più in generale con Bisogni Educativi Speciali – è rappresentato dal doposcuola specialistico.

Si tratta di un supporto didattico fornito ai ragazzi con l’obiettivo di aiutarli a implementare le strategie di studio, ad aumentare l’autoefficacia e a sviluppare le potenzialità individuali nell’assolvere ai compiti scolastici quotidiani.

Inoltre, intende fornire un supporto personalizzato che si adatta alle esigenze e alle caratteristiche personali dei partecipanti.
Il doposcuola specializzato per DSA vuole essere uno spazio in cui il ragazzo percepisca l’esperienza del riuscire meglio, con minor tempo e fatica e possa generalizzare le competenze acquisite nell’ambito scolastico e familiare.

Il doposcuola specialistico di A Modo Mio

Il doposcuola specialistico organizzato dall’Associazione A Modo Mio è tenuto esclusivamente da Tutor dell’Apprendimento qualificati in Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri BES.

I ragazzi sono seguiti individualmente dai tutor. In particolari casi, i ragazzi della stessa età sono seguiti in piccoli gruppi (con un rapporto massimo di 1:3, ovvero un tutor ogni tre studenti), quando le circostanze lo rendano possibile (es., buon livello di autonomia nello studio). In questo modo, infatti, come evidenziato dagli studi scientifici di settore, si instaurano meccanismi di cooperazione tra pari e di sana competizione che promuovono l’apprendimento.

Il doposcuola specialistico si rivolge a studenti delle scuole primarie, secondarie di I e II grado.  Il servizio – che si svolge presso la nostra sede sociale sita in Capezzano – è indicato per coloro che necessitano di un supporto specializzato continuo e costante (Disturbi Specifici di Apprendimento, Bisogni Educativi Speciali, difficoltà di attenzione) o, semplicemente, per chi cerca un servizio affidabile e competente che aiuti a far studiare con metodo i propri figli.

Per maggior info, contattaci

info@associazioneamodomio.it

Cel: 3891145898

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