Videogiochi d’azione e dislessia: un aiuto per “allenare” le capacità di lettura

Far giocare i bambini dislessici con dei videogiochi d’azione migliorerebbe la loro capacità di lettura, senza mai allenarla direttamente. È quanto emerge da alcuni esperimenti condotti su un campione di bambini italiani. Tuttavia, i risultati dello studio sono davvero estendibili a tutte le lingue? Oppure gli effetti del training dipendono esclusivamente dalle caratteristiche della scrittura italiana, molto più ‘trasparente’ rispetto ad altre? In italiano, infatti,  c’è corrispondenza quasi esatta fra lettera scritta e suono pronunciato, a differenza di lingue come l’inglese.

Di recente il team di ricercatori condotto da Franceschini ha condotto uno studio su bambini dislessici australiani, quindi di lingua inglese, ottenendo risultati analoghi a quanto osservato su bambini italiani.

Quali risultati e in che modo sono stati ottenuti?

Sono stati selezionati due gruppi di bambini dislessici: un gruppo è stato fatto giocare con videogiochi d’azione per un certo periodo di tempo, mentre l’altro gruppo è stato fatto giocare per lo stesso tempo con videogiochi non di azione. Entrambi i gruppi sono stati testati nella loro capacità di lettura e altre abilità cognitive, sia prima che dopo il training per verificare la presenza di modificazioni delle loro performance.

I risultati sono stati sorprendenti: soltanto il gruppo di bambini che aveva giocato con i videogiochi d’azione migliorava nella velocità di lettura. Come se ciò non bastasse, i miglioramenti di performance riguardavano anche le capacità attentive e di memoria di lavoro fonologica (quest’ultima da sempre associata alle abilità di lettura).

In attesa di avere ulteriori dati da questo ambito scientifico, non sembra male l’idea di poter leggere meglio semplicemente giocando.

Su Google Scholar è possibile reperire gli articoli scientifici che descrivono in dettaglio gli studi.

 

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