UNA BELLISSIMA POESIA SULLA DISLESSIA SCRITTA DA UN’INSEGNANTE

La dislessia non è una malattia,
nessun medico potrà cacciarla via,
ma se a scuola avrai un po’ fortuna
l’insegnante sarà la tua cura:
le mappe mentali che dovrai usare
ti aiuteranno a ripetere ciò che non puoi ricordare;
la calcolatrice sarà il tuo strumento
che potrai usare in ogni momento;
il computer correggerà i tuoi errori
e la sintesi vocale farà per te i sonori.
Nelle verifiche usa gli strumenti,
mappe comprese, e non batterai i denti.
Poi vedrai che nella vita
la dislessia diventerà tua amica
e ti aiuterà ad inventare
ciò che gli altri non sanno neanche immaginare.

Marta Messina – Insegnante

5 Replies to “UNA BELLISSIMA POESIA SULLA DISLESSIA SCRITTA DA UN’INSEGNANTE”

  1. I miei due figli sono entrambi dislessici gravi ma non abbiamo ancora avuto la fortuna di incontrare insegnamti in grado di vedere la DSA come un problema da affrontare insieme ma abbiamo sempre dovuto combattere da soli contro una scuola troppo ignorante che vede il problema senza far nulla per risolverlo .Ora frequentano le scuole superiori e gli insegnanti sono sempre meno preparati e pensano sempre che i ragazzi usino la DSA come scusa 😕

    1. Mio figlio dsa grave diagnosticato in seconda elementare. Adesso è in quinta… forse è uno dei pochi che ha avuto la fortuna di avere l’insegnante prevalente preparatissima che ha aiutato sia lui che noi genitori ad affrontare il tutto, materialmente e psicologicamente nel modo migliore. Oggi è un ragazzino sereno, consapevole di questa sua caratteristica: usa tranquillamente tutti i suoi strumenti compensativi (in classe anche quelli dispensativi) va a scuola più che volentieri, non si “abbatte” davanti alle difficoltà (perché ogni tanto ci sono) non si “vergogna” a dire che “non ha capito” (basta rispiegare in un altro modo) e per me che lo seguo quotidianamente è ogni giorno una grande emozione (direi anche gioia) vederlo felice di essere riuscito a “fare e a studiare tutto”! e vederlo uscire da scuola sempre col sorriso, e ascoltarlo quando Mi racconta di una qualche verifica “difficile” e la settimana dopo sentire: “mamma, papà! La verifica è andata benissimo!”. Così dovrebbero essere tutte le scuole, non solo la sua! Perche tutti gli insegnanti dovrebbero ormai essere piu che consapevoli che i nostri figlu dsa non sono “svogliati”, “disattenti” ne tantomeno “stupidi”, anzi!!!!! Solo così questi ragazzi possono crescere sereni e sicuri di se stessi. Mi rattrista leggere tutti i giorni di storie diverse dalla sua, dei problemi che molti ragazzi dsa ogni giorno devono affrontare!!!! La storia di mio figlio dovrebbe essere quella di tutti!!!!! a settembre sarà in prima media : un gean cambiamento…. non so qualu prof incontrerà ma sono certa che essendo già lui sereno e sicuro, sapere che noi genitori siamo al suo fianco saprà affrontare il tutto nel modo migliore. E noi genitori non dobbiamo arrenderci!!!!!

      1. Grazie Giusy.. è davvero bello leggere storie come la tua..speriamo che col tempo possano diventare tutte così! Noi non ci arrendiamo!! ps. un grande in bocca al lupo a tuo figlio per il passaggio alle scuole medie..vedrai che con la serenità che ha acquisito e il vostro appoggio quotidiano lo affronterà al meglio.

    2. Sì, Susanna, purtroppo capita di frequente di ascoltare storie come la tua di insegnanti poco preparati su cosa siano i dsa e su che tipo di approccio didattico (ma direi soprattutto che tipo di atteggiamento) debbano usare. Ci auguriamo di cuore che la riforma ultima della scuola – che dovrebbe inserire nei requisiti di accesso all’insegnamento una preparazione obbligatoria in materia di pedagogia e didattica speciale – serva davvero a formare insegnanti più consapevoli. Staremo a vedere. Grazie per il tuo commento. Riteniamo che il dialogo e la condivisione delle esperienze personali siano il primo passo per realizzare una maggiore sensibilità verso queste tematiche. E’ quello che la nostra associazione si prefigge di fare. Grazie.

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