C’è un paese in Europa dove a scuola si impara l’empatia

L’empatia è la straordinaria capacità di “mettersi nei panni dell’altro” tanto da riuscire a comprenderne il suo stato d’animo, sia esso di gioia che di dolore, senza alcun bisogno di parlare. Soprattutto nei rapporti quotidiani, siano essi di lavoro, coppia, amicizia, famiglia, è un’abilità cruciale tra le persone.

Ma come si fa a diventare persone empatiche?

I cittadini danesi ritengono che l’empatia non sia una “dote” naturale, per tale ragione, deve essere insegnata, così che i bambini, una volta acquisita, possano esercitarsi proprio come fanno nelle altre discipline.

Per questo motivo, nelle scuole danesi è stata introdotta l’ora di empatia.

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Il segreto dell’apprendimento? Einstein lo svela in una lettera a suo figlio

Quest’anno si festeggia il centesimo anniversario della teoria della relatività proposta da Albert Einstein nel 1917. 

Soltanto due anni prima, nel 1915, ecco cosa scriveva in una lettera indirizzata a suo figlio Hans di 11 anni che viveva lontano da lui.

Si tratta di un documento preziosissimo poiché contiene i consigli che  una delle più grandi menti della storia umana dà a suo figlio sullo studio e l’apprendimento.

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Amici di penna: la corrispondenza scolastica ai tempi dei social

Sarà capitato a tutti noi di ricevere dalla maestra di italiano un compito a casa un po’ particolare: la corrispondenza epistolare con altri bambini.

All’inizio, saremmo rimasti sicuramente stupiti, avremmo iniziato a domandarci che cosa avremmo mai potuto scrivere ad uno sconosciuto.

Ma poi, mano a mano che l’estate andava avanti, la penna scivolava veloce..scrivevamo pagine e pagine, raccontavamo al nostro amico a distanza praticamente tutto: i nostri pensieri, le giornate trascorse al mare, i litigi con i nostri fratelli, la bambina dagli occhi verdi che ci aveva rapito il cuore…

E oggi, che la carta si usa sempre meno e nessuno scrive più lettere, ma al massimo manda un messaggio di Whatsapp o una email, esiste ancora l’amico di penna a scuola?  

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Tuo figlio non è il voto che prende a scuola

La nostra generazione è sempre più competitiva. Sogniamo che i nostri figli siano “perfetti”, i più bravi a scuola, i titolari fissi nella squadra di calcio in cui si allenano, che sappiano l’inglese come parlanti madrelingua, ecc.

Siamo convinti che il successo scolastico sia la condizione necessaria per assicurarci che nostro figlio da grande faccia le scelte giuste, vada nell’università più prestigiosa, frequenti la facoltà che gli apra più sbocchi, faccia una carriera da manager.

Non c’è nulla di male nel desiderare il meglio per i nostri figli e nel prodigarci per far sì che lo ottenga. Ma siamo proprio sicuri che così facendo non rischiamo di perdere di vista la felicità dei nostri figli e quelle abilità che contano veramente nella vita?

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Doposcuola specialistico per studenti con DSA: che cos’è e a cosa serve?

Uno strumento utile per gli studenti con dislessia e Disturbi Specifici dell’apprendimento – e più in generale con Bisogni Educativi Speciali – è rappresentato dal doposcuola specialistico.

Si tratta di un supporto didattico fornito ai ragazzi con l’obiettivo di aiutarli a implementare le strategie di studio, ad aumentare l’autoefficacia e a sviluppare le potenzialità individuali nell’assolvere ai compiti scolastici quotidiani.

Inoltre, intende fornire un supporto personalizzato che si adatta alle esigenze e alle caratteristiche personali dei partecipanti.
Il doposcuola specializzato per DSA vuole essere uno spazio in cui il ragazzo percepisca l’esperienza del riuscire meglio, con minor tempo e fatica e possa generalizzare le competenze acquisite nell’ambito scolastico e familiare.

Il doposcuola specialistico di A Modo Mio

Il doposcuola specialistico organizzato dall’Associazione A Modo Mio è tenuto esclusivamente da Tutor dell’Apprendimento qualificati in Disturbi Specifici dell’Apprendimento e altri BES.

I ragazzi sono seguiti individualmente dai tutor. In particolari casi, i ragazzi della stessa età sono seguiti in piccoli gruppi (con un rapporto massimo di 1:3, ovvero un tutor ogni tre studenti), quando le circostanze lo rendano possibile (es., buon livello di autonomia nello studio). In questo modo, infatti, come evidenziato dagli studi scientifici di settore, si instaurano meccanismi di cooperazione tra pari e di sana competizione che promuovono l’apprendimento.

Il doposcuola specialistico si rivolge a studenti delle scuole primarie, secondarie di I e II grado.  Il servizio – che si svolge presso la nostra sede sociale sita in Capezzano – è indicato per coloro che necessitano di un supporto specializzato continuo e costante (Disturbi Specifici di Apprendimento, Bisogni Educativi Speciali, difficoltà di attenzione) o, semplicemente, per chi cerca un servizio affidabile e competente che aiuti a far studiare con metodo i propri figli.

Per maggior info, contattaci

info@associazioneamodomio.it

Cel: 3891145898

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Via libera Legge Buona Scuola: maggiore inclusione e docenti più formati sulla didattica speciale

Dopo mesi di dibattiti, nella giornata di oggi – 7 aprile 2017 – il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti attuativi della Buona Scuola.

I decreti approvati sono 8 e riguardano:

–      il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

–      la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

–      la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

–      l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

–      il diritto allo studio;

–      la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

–      il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

–      l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

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UNA BELLISSIMA POESIA SULLA DISLESSIA SCRITTA DA UN’INSEGNANTE

La dislessia non è una malattia,
nessun medico potrà cacciarla via,
ma se a scuola avrai un po’ fortuna
l’insegnante sarà la tua cura:
le mappe mentali che dovrai usare
ti aiuteranno a ripetere ciò che non puoi ricordare;
la calcolatrice sarà il tuo strumento
che potrai usare in ogni momento;
il computer correggerà i tuoi errori
e la sintesi vocale farà per te i sonori.
Nelle verifiche usa gli strumenti,
mappe comprese, e non batterai i denti.
Poi vedrai che nella vita
la dislessia diventerà tua amica
e ti aiuterà ad inventare
ciò che gli altri non sanno neanche immaginare.

Marta Messina – Insegnante

Iperattività: pedalare in classe aiuta a rimanere concentrati

Saltellare mentre la maestra parla, alzarsi spesso, essere esuberanti, non riuscire a stare un attimo fermi, sembrano i tratti distintivi di un bambino un po’ vivace, ma anche i classici sintomi che presenta un minore affetto da ADHD (Attention- Deficit/ Hyperactivity Disorder), disturbo da deficit di attenzione/iperattività, che colpisce circa il 6% degli alunni, soprattutto maschi.

Da un’idea di Marlo Leroux, pedagogista canadese, nasce la Bici-Banco, pensata per aiutare gli alunni affetti da ADHD a rimanere concentrati a scuola e durante lo svolgimento dei compiti.

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Educare alle emozioni: il barattolo della calma di Maria Montessori

Il metodo Montessori attribuisce una grande importanza alle emozioni.

L’educazione alla calma e alla pace consentono ai bambini di vivere in armonia con se stessi e con il mondo circostante, compresi compagni di classe e famiglia. In questo modo, saranno più predisposti all’apprendimento.

Uno strumento efficace è rappresentato dal barattolo della calma.

Cos’è e a cosa serve? 

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