Il segreto dei nomi dell’IKEA? La dislessia del suo ideatore

Avremo notato tutti quanto sono bizzarri e spesso impronunciabili i nomi dei mobili dell’Ikea. Questo perchè lo svedese non è certo una lingua di facile approccio, soprattutto per noi italiani.

Eppure, dietro alla loro ideazione si nasconde una logica ben precisa, quasi geniale.

  • nomi di località norvegesi per letti, guardaroba e mobili da salone:
  • località svedesi per divani, poltrone, sedie e tavoli da pranzo: nomi di
  • professioni, nomi maschili scandinavi per le librerie (pensiamo alla famosa Billy!)
  • unità di misura, stagioni, mesi, giorni, termini nautici per l’illuminazione
  •  uccelli e parole descrittive per i prodotti per l’infanzia

E così via…

Oggi, scopriamo il perché di questa scelta particolare, grazie al racconto della sorella di Ingvar Kamprad, uno dei fondatori di IKEA, che ha spiegato come l’idea venne a suo fratello e lei, quando l’attuale multinazionale era ancora un’azienda familiare, per venire incontro ad una specifica necessità di Ingvar, che essendo dislessico aveva difficoltà a ricordare i codici dei prodotti. Nacque così l’intuizione di associare ad ogni mobile oggetti familiari a cui fosse in grado di risalire.

Uno strumento compensativo – potremmo dire – che però si è rivelato anche un efficacissimo strumento di marketing.

 

 

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